Le novità sulle moto d’epoca: le polemiche e i divieti, il bollo e l’assicurazione

Le auto e le moto d’epoca sono una vera e propria passione per gli amanti di motori, che investono tempo e/o denaro per perfezionare il loro mezzo e riportarlo all’originaria bellezza. Il mercato delle moto d’epoca non ha quindi conosciuto crisi. Le leggi, i decreti, le ordinanze, i divieti si sono tuttavia susseguiti nel corso dell’ultimo anno e mezzo, determinando grande incertezza. I veicoli di interesse storico e collezionistico (è così che andrebbero definiti precisamente questi mezzi) nel corso dell’ultimo periodo sono stati al centro di polemiche e proteste in particolare per quel che riguarda la loro circolazione nei centri urbani, gli eventuali accertamenti fiscali per i possessori, il bollo e il preventivo assicurazione moto.

A far discutere sono anche stati gli interventi a questo proposito di membri stranieri della FIVA, che hanno descritto un panorama extra-italiano molto migliore e favorevole al mondo delle moto d’epoca. L’idea è quella di tutelare questi veicoli, favorirne la circolazione anziché l’isolamento in musei, così come si fa all’estero. I veicoli d’epoca quindi dovrebbero rimanere al di fuori del redditometro e non vanno considerati legati all’attività professionale del proprietario. Il timore di questo è riguardante soprattutto l’aspetto fiscale, perché secondo l’ASI negli atti ufficiali si segnalano valori d’acquisto e costi di manutenzione con parametri eccessivi inadeguati, quando in realtà i mezzi hanno percorrenze annue bassissime.

Moto d’epoca: regione che vai leggi che trovi

Relativamente alle moto d’epoca manca un’unanimità fra le regioni d’Italia. Cambia il costo del bollo, il preventivo assicurazione moto, la normativa sulla circolazione. Al Nord, in Lombardia per esempio, il transito dei veicoli di interesse storico è libero, purché vi sia l’attestato di storicità. In mancanza di questa iscrizione, ci sono delle limitazioni spaziali e temporali (di periodo e di orari). Lo stesso in Piemonte, salvo il fatto che la disposizione riporta scritto “auto storiche” anziché “veicoli” e quindi ne restano escluse le moto d’epoca.

Scendendo in Toscana anche qui è sufficiente avere l’attestato di storicità, da esibire a richiesta dell’autorità, per circolare in libertà. Le incongruenze tornano nel Lazio, dove la libera circolazione è per le moto, ma non per le auto, che sono soggette a fasce orarie e limitazioni precise. Piena libertà a Genova, mentre vi sono limitazioni a Venezia. Le ordinanze più restrittive e un po’insensate sono tuttavia a Padova, a Bologna, a Reggio Emilia e a Napoli, dove i mezzi d’epoca si possono usare limitatamente a percorsi definiti, in momenti precisi, durante le manifestazioni e i raduni.

Il bollo ed il preventivo assicurazione moto: differenze e incongruenze

Il 2018 è entrata in vigore la Legge di Stabilità 2015. Essa prevede: l’esenzione per del bollo per le moto d’epoca che hanno almeno 30 anni e il normale pagamento della tassa automobilistica per i mezzi che hanno fra i 20 ed i 29 anni. Le diverse regioni, anche in questo caso, non applicano tuttavia le medesime misure, di conseguenza è necessario verificare sul sito ACI della regione le norme di applicazione del bollo. Il costo della polizza assicurativa è anch’esso variabile da zona a zona, questo si sa. Al Sud di solito gli importi sono maggiori, mentre al Nord i prezzi diminuiscono.